L’inattualità del Contemplare

Fermarsi a riflettere è una piattaforma da cui tuffarci nell’oceano misterioso e potente del Dio della vita e della verità. Contemplare il volto di Dio ci aiuta a capire come noi, suoi figli, sue figlie, possiamo e dobbiamo muoverci per riempire di bene e rinnovare i luoghi della convivenza. L’innatuale si rivolge direttamente a noi oggi, in questi nostri giorni, con la sua forza dirompente e gravida di speranza e ci viene donato di acquisire conoscenza – con la mente, con i sentimenti, con la volontà – che il nostro oggi è anche l’oggi di Dio. Invitandoci a prendere consapevolezza di essere chiamati a vivere un misticismo contemplativo e profetico ci aiuta a riflettere sul modo in cui viviamo questo nostro tempo.
Nella Laudato si’ ci è dato cogliere il tanto atteso «stupore contemplativo per le creature» (§125) che papa Francesco ha sapientemente introdotto nel documento. Tale ispirazione serve per richiamare le donne e gli uomini contemporanei alla necessità di irrigare gli ampi «deserti interiori» (§217) della civiltà umana con la rugiada del misticismo contemplativo e profetico di San Francesco d’Assisi.
Solo la rugiada dei momenti mistici permette alle donne e agli uomini contemporanei di risvegliare in se stessi la perspicace esortazione di Ali Al-Khawwas, citata nell’enciclica: «C’è un “segreto” sottile in ciascuno dei movimenti e dei suoni di questo mondo. Gli iniziati arrivano a cogliere quello che dicono il vento che soffia, gli alberi che si piegano, l’acqua che scorre, le mosche che ronzano, le porte che cigolano, il canto degli uccelli, il pizzicar di corde, il fischio del flauto, il sospiro dei malati, il gemito dell’afflitto…». In questa esperienza mistica, la «distanza tra le creature del mondo e l’esperienza interiore di Dio non esiste più».
L’esperienza è profondamente trasformatrice. Tutti dobbiamo «fare l’esperienza di una conversione, di una trasformazione del cuore» (§218) affinché la civiltà umana sia libera dall’inganno e dalla tirannia di un antropocentrismo male orientato e deviato (§§68, 69, 118). Una metanoia diretta dallo Spirito spinge le donne e gli uomini moderni ad abbracciare una antropologia mistica che è inseparabile da una cosmologia mistica: «Io mi esprimo esprimendo il mondo; io esploro la mia sacralità decifrando quella del mondo» (§85). In questa unione mistica, gli esseri umani godono di «relazioni fondamentali strettamente connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra» (§66).
“La trascendenza non è astrazione, ma riconoscere l’alterità salvifica di Dio” (J.B. Metz).

 

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